sesto INCONTRO COFFEE HOUSE

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La prossima riunione del Coffee House si terrà il 2 febbraio 2021 e tratterà dell’argomento “SOCIAL: aspetti positivi e negativi”. Si richiede quindi di riflettere a partire da queste immagini e di cominciare ad evidenziare un aspetto positivo e/o negativo per esporlo all'inizio della discussione. 
 
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Chi vuole partecipare si deve iscrivere tramite una mail da inviare NON OLTRE le ore 13 del giorno stesso della riunione all’indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Per ulteriori informazioni contattate via mail:
Vanessa Bosso (LES) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Emma Barbonaglia (LSU) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Noemi D’avanzo(LSC) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
Resoconto quinto incontro coffee house: la pena di morte
Per dare spunto alla discussione si è preso in visione un video girato con alla base una storica vera, un video molto crudo (https://www.youtube.com/watch?v=BNarYKEaHgY&feature=youtu.be ). Successivamente è stata presentata la storia della pena di morte da una ragazza che ha preso parte alla riunione e una notizia di molta attualità, l’uccisione di Mongomery, prima donna giustiziata dopo 70 anni negli USA, che durante il compimento del reato non era in grado di intendere e volere, poiché aveva una situazione psichiatrica critica dovuta alla sua vita fatta di abusi.
La discussione è partita dall’idea di essere in balia di due idee contrastanti, cioè l’essere contro perché lo stato si macchia di un reato, ma dall’altra si è pro percè il soggetto che ha compiuto innumerevoli volte lo stesso reato e quindi è percolosa per la società.
In difesa dell’idea del contro si pensa che si debba sempre analizzare la situazione familiare, psichiatrica eccetera, ma in difesa dell’idea del pro si ha l’idea che una volta sciolta la condanna di un killer, quest’ultimo sarà sempre etichettato come “killer” ed avrà enormi difficiolotà a reintegrarsi all’interno
della società. Certo è che ogni persona ha lo stesso valore, lo stesso diritto alla vita, ma molti si trovano in difficoltà anche a vedere “con tenerezza” una persona che ha commesso un grave reato e a darle una seconda possibilità; è emerso anche che per uscire dal girone del dolore non bisogna continuare a reagire allla violenza con la violenza.
La temperatura media è di 37.3, temperatura che indica il buono sviluppo della discussione, andando a trattare del tutto le possibili sfaccettature dell’argomento con una buona partecipazione da parte di coloro che hanno fatto parte della riunione.