UN RICORDO DI M. LUISA VIGNAZIA

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Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino”
(E. Montale)
 
Se è vero, come è vero, che ciascuno di noi sarà ricordato per l’amore che avrà saputo trasmettere agli altri, quanti ricordi e quanto amore ci lasci, Luisella.
Innanzitutto l’amore per la tua famiglia, sempre presente nei tuoi pensieri e nelle tue parole, come era giusto che fosse.
Poi, non meno grande, l’amore per la scuola, la tua seconda famiglia per moltissimi anni. Non era un amore generico, derivato da un vago senso di appartenenza a una comunità. Non era questo. Era un amore appassionato, viscerale e profondo. Era quel tuo straordinario entusiasmo che chiunque ti abbia conosciuto sa quanto fosse travolgente e contagioso. Amavi gli studenti. Amavi le persone. Amavi l’intelligenza e la sapevi riconoscere al di là delle apparenze. Amavi l’animo umano e sapevi indagarlo senza preconcetti.
Più di ogni cosa amavi la conoscenza, lo studio, la ricerca continua e instancabile.
Amavi talmente tanto il sapere che non ne eri gelosa. Ti era ben chiaro che esso ha senso solo se è condiviso. Il frutto dei tuoi studi, della tua esperienza, della tua straordinaria competenza lo hai sempre messo a disposizione di generazioni di studenti e di tanti colleghi, senza riserve, spendendoti fino alla fine con generosità.
Congedandoti dalla scuola ci hai ricordato, non senza commozione, il dovere dell’indagine critica, sempre più necessaria in un mondo sempre più complicato.
Ci lasci il girasole del tuo tanto amato Montale, segno di un desiderio di conoscenza che non si stanca mai di indagare.
Ne avremo cura e ancora una volta avremo da imparare da te.
Giuseppe Trimboli